Cannes, Content360 “Digital distribution and monetising content on new platforms”

Ne hanno parlato Philip Bourchier O’Ferrall di Mtv Networks, Michael Acton Smith di Mind Candy, Gordono Synn di Seesaw, Hilary Perkins di Channel 4 con Wendy Bernfeld di Rights Stuff come moderatrice. Si parte dalla proprietà dei contenuti come sempre, ma chi li genera? Quanto costano? Venderli? Li compreranno? La pirateria può essere superata? Quale valore aggiunto offrire? Bastano le emozioni? E così via… la situazione generale ci porta ai freemium models per arrivare poi ai premium. Synn ci mostra la loro piattaforma attraverso cui accedere a puntate del telefilm Lost, ad esempio free oppure a 99pounds se più recenti. Con pubblicità e senza la possibilità di interagire. Accedendo ai servizi premium le possibilità offerte aumentano molto, dalla gestione della pubblicità (toglierla), alla programmazione, alle offerte e promozioni. Synn si preoccupa di poter comprare contenuti di interesse, pagarli sempre meno e di inventare servizi premium di maggiore interesse. Un editore come MTV invece si pone l’obiettivo di poter arrivare everywhere ai propri fan. Studiano le tendenze, le tecnologie, i canali e le esperienze d’uso per analizzare i migliori strumenti di distribuzione. Dalla loro hanno i contenuti e cercano come ampliare gli spettatori. Channel4 a ruota di Mtv, ricostruendo la sua brand identity, punta a svecchiare il proprio canale e a lanciarsi su canali tematici (4beauty) fruibili da tutti ovunque. Anche loro come Mtv producono e distribuiscono. Oggi hanno la necessità di ampliare il pubblico e attrarli, convertendo il tempo su internet in tempo a loro dedicato. Poi una ventata di aria fresca da Moshi Monster di Mind Candy, community transmedia dedicati ai bambini. Il Ceo è fenomenale, direttamente da Londra e creativo dalle scarpe ai capelli. E finalmente qualcuno che non usa Facebook, rispondendo alla domanda con “…noi realizziamo contenuti per i bambini, cosa c’entra Facebook con noi? Cresciamo senza e garantiamo divertimento e socializzazione, quello che i bambini cercano e con cui si divertono tanto.”.

Sul tema ho percepito che l’intenzione è ancora quella di monetizzare tramite i servizi premium. Alla fine un modello o tanti modelli avranno la meglio, ma il vero tema è il contenuto! In futuro i content provider diventeranno sempre più importanti e ricchi. La strada è già scritta, internet sarà sempre più, di nuovo, il grande tubo che abbiamo conosciuto tanti anni fa. Ci scorderemo di questo nome tra dieci anni. Forse i giovani di domani non lo adopereranno più, sarà solo storia. Vedremo i film, li voteremo, acquisteremo direttamente dal tablet sul frigor, manderemo le foto della nostra nuova auto su facebook e ci risponderanno su linkedin che l’ultimo colloquio è andato bene. Tutto questo senza scrivere più “www….” e smetteremo di perdere tempo a cercare. Accederemo direttamente ai contenuti da icone e da piccoli google che risponderanno con icone, rating e feedback. Google o Bing powered. Finalmente!