Senza che ce ne accorgiamo, tutti ci chiedono di essere più autonomi, self (do-it-yourself).

Pensaci. Dalla stazione di servizio ai servizi postali. Dalla tua banca al Mc Donalds (li hai visti gli ultimi totem check-in?). Dal lavaggio dell’auto al pedaggio autostradale. Dalla colazione negli hotels al pranzo nella mensa aziendale. Dagli acquisti online al pagamento elettronico. In molti ti offrono la possibilità di saltare le code e di evitare qualunque interfaccia umana a tuo vantaggio. Ma in realtà i benefici sono di tutti e tutto questo fa parte di un grande disegno di vita sociale che solo tra tanti anni avremo modo di leggere compiutamente.

Il “do-it-yourself” non è una novità nè tantomeno una idea geniale, bensì si tratta infatti di un processo sociale, abilitato dalle tecnologie e dall’innovazione. Non si tratta solo di razionalizzare e contenere i costi oppure di ridurre il personale. Il “fai da te” è una precisa fase sociale, culturale ed esperenziale, durante la quale molte abitudini si modificheranno, concentrando il tempo a disposizione in nuove situazioni. Eppure il “do-it-yourself” è una filosofia ed un trend adottato da più parti da parecchi anni per identificare molte attività lavorative autonome dalla distribuzione all’installazione.

Oggi qualcosa sta cambiando.
Il “do-it-yourself” moderno è insito nell’evoluzione culturale e comportamentale della società.
L’innovazione ci permette di essere autonomi e decisori indipendenti, utenti semi “intelligenti” in grado di scegliere, informare ed interagire autonomamente. Saremo sempre più indipendenti e sempre più il cuore del processo evolutivo della società. Non ce ne accorgeremo direttamente ma contribuiremo sempre più ad un società che si svilupperà attraverso l’intelligenza condivisa e sociale.

Questo processo svilupperà il Proximity del futuro, concentrando i temi della vicinanza e della geo-localizzazione su servizi self service utili a migliorare la customer experience rendendola più autonoma ed emozionale. E così il futuro ci renderà sempre più integrati con i processi e apparentemente più liberi. Saremo più consapevoli.

Le aziende moderne, coloro che hanno rapporti giornalieri con migliaia di persone, sono già allo studio delle loro interfacce self service mentre coloro che le hanno già adottate le stanno migliorando sulla base dei principi di “autonomia totale” ed “emozione esperenziale”.

Prossimamente l’evoluzione dei servizi richiederà sempre più una piena e completa autonomia dei clienti proiettando le aziende alla razionalizzazione delle risorse umane e all’impiego sempre maggiore di servizi self service (totem, pos intelligenti, casse automatiche, web services) e mobile su tablet e smartphone. I feed rss di proximity a cui sono iscritto mi inviano sempre più comunicazioni di servizi self service per le più svariate applicazioni e recentemente abbondano di stazioni semi intelligenti per i servizi sanitari, dall’esame del sangue al controllo della pressione. Ma rimane comunque confermato il trend verso il quale si stanno concentrando i principali investimenti: il pagamento elettronico ed il self checkout.

In un mondo self service quale sarà il destino delle risorse umane (camerieri/e, impiegati/e, commessi/e, …)? Il processo sarà lungo ma ci preparerà ad una società molto diversa dall’attuale soprattutto sul lato della cocreazione, dell’utilizzo e della condivisione dei beni.

Io mi immagino uno scenario nel quale tutti saremo chiamati alla creazione dei beni. Sorgeranno nuovi lavori e nuove attività imprenditoriali ma completamente diverse dalle attuali. Esisteranno grandissime aziende avanzatissime ed automatizzate e lavoratori indipendenti che parteciperanno alla creazione personalizzata e alla distribuzione dei beni. Le macchine costruiranno le macchine e l’uomo si dedicherà al nuovo universo riscoprendo il tempo per pensare e ragionare.