Il negozio del domani me lo hanno descritto migliaia di tweet e di articoli sui blog. Fondamentalmente morto nella sua formula attuale e tutto da ricostruire, chi lo immagina totalmente innovativo e parlante alla Minority Report, chi invece ne parla come punto di showrooming essenziale per gli acquisti in logica multi canale.

Seguo da parecchi anni alcuni blog e consulenti americani sul tema Retail Experience, ad esempio Jason Goldberg VP di Razorfish oppure il blog Retail Customer Experience o ancora per il mondo del Fashion Luxury Daily che insieme a Business of Fashion (BoF) sono tra i migliori ed autorevoli, e ho raccolto tantissimi spunti ed idee nate da diverse esperienze da tutto il mondo. Dai più grandi ai meno conosciuti, la tecnologia sta permettendo a tutti di approcciare il tema dell’innovazione esplorando nuove frontiere e sperimentando nuovi processi di relazione con i clienti, insomma tutti stanno lavorando a migliorare la Customer Experience (su Slideshare nel 2013 ho pubblicato il mio intervento a SMAU13 sul tema con un titolo provocatorio “Se non fai Customer Experience, non vendi”). Complici inizialmente il mix tra social, smartphone e tecnologie di prossimità quello che io chiamo dal 2006 Proximity Marketing.

Quello che ho analizzato ad oggi è una rincorsa tecnologica. Una paura generale che il competitor prima di me introduca un nuovo marchingegno innovativo e possa così non solo aumentare le vendite, ma in un mercato come il nostro italiano dove le vendite si spostano e non si creano, addirittura portarci via i clienti. Si è vero! è una delle N dinamiche a cui tutti assistiamo, ma non vale per tutti i settori del commercio o comunque non è sufficiente e lo dovremmo avere già imparato dai fallimenti noti e da quelli più rumorosi del passato (vedi il Digital Signage del 2006-2008 oppure del bluetooth dello stesso periodo). Come mi hanno sempre insegnato e dimostrato tante persone con qualche capello bianco in più dei miei, la tecnologia è sempre un po’ poco o tanto in anticipo rispetto ai consumatori. E poi non è solo questione di tecnologie e di innovazione, il Marketing è cambiato o addirittura come suggerisce provocatoriamente Kevin Roberts CEO di SAATCHI&SAATCHI (tra le altre interessanti affermazioni “sono i leader ad essere in crisi e non il clima”)  è Morto! “la velocità oggi è tutto. Il nuovo lavoro del marketing è quello di creare movimento e ispirare le persone a partecipare. Dobbiamo cambiare la lingua del business, il ruolo di un leader oggi è di realizzare sogni per i clienti e per la propria azienda. Vale a dire che bisogna raccontare emozioni, con mistero, tenerezza ed intimità” e poi conclude con la mia preferita “La strategia è morta. Per vincere oggi è necessario un ambiente ed una cultura in un cui regna un clima di creatività : Le IDEE sono attualmente la strategia!“. Tutto questo significa che al negozio del futuro servono ancora emozioni, serve una storia da raccontare e la credibilità.

E’ la convergenza. L’incrocio del mondo tecnologico e del mondo fisico l’unica verità che ascolto e che mi guida. Sto conoscendo nel mio cammino in Confcommercio la cruda realtà del negozio che avevo dimenticato negli anni. La mia professione mi aveva anestetizzato intorno al Brand come unico valore. Le tecnologie mi avevano fatto schiavo della loro crudele evoluzione veloce. I Social stanno rischiando di convincermi che la comunicazione sia solo lì. Ed infine la rincorsa dei budget mi aveva convinto che fosse corretto privilegiare la tattica alla strategia.

Alla fine di tutto questo, sono tornato a terra e dove la strategia diventa “idea” tutto entra nel mio campo di gioco dove la mia creatività viaggia e percorre strade che non ho ancora imparato ma le lascio assecondare il mio inconscio. E qui il negozio del futuro diventa il risultato di tante idee che si incrociano e moltiplicano i touchpoint e le antenne di trasmissione del messaggio dell’imprenditore, del commerciante e del Brand. E’ l’umanizzazione il punto di incrocio chiunque tu sia. E se non lo hai ancora capito sei fuori strada, il futuro prossimo non è fatto per te. Sono le emozioni a raccontarti veramente e a dare credibilità alla tua professione ed a te stesso. E’ il processo di evoluzione che tu lo voglia o no! ed il negozio come luogo di scambio tra domanda ed offerta deve trovare una convergenza tra tutte le forze in gioco che oggi velocemente si muovono intorno al suo stato di luogo fisico e virtuale.

E’ questo il mio negozio del futuro sia che tu sia un grande retailer che un “piccolo” commerciante. E’ da qui che passa il futuro. Dall’incrocio di te, delle tue passioni, delle tue emozioni con lo scorrere crudele del tempo e di tutto quello che questo porta con sè, siano esse tecnologie, crisi, trasformazioni, globalizzazioni, prossimità, ecc… Qui dove integrerai nel tempo la tua strategia commerciale con i Social Media, il Proximity Marketing, con il tuo primo ecommerce e popolerai di amplificatori la tua comunicazione per promuoverti. Ma non dimenticare che se non umanizzerai il canale i risultati non arriveranno. Il mio consiglio è di adattare il canale a te stesso e non fare il contrario, ma questo significa sperimentare e sapere.

Per concludere vi mostro una interessante Infografica da stampare alla vecchia maniera e con un bicchiere di vino davanti ad un camino sfogliare con una matita tradizionale e su cui spuntare le aree che hai sviluppato o che vorresti sviluppare. Infine collegale con una grande nuvola e scrivici dentro le tue idee. Saranno la tua strategia futura.

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Questo post è dedicato ai colleghi di una vita ed agli amici di Confcommercio, tutti quelli che con me hanno condiviso una parte della mia storia o addirittura la stanno vivendo tutta ancora. In particolare stavolta vorrei ringraziare 5 persone che ho sempre ascoltato e di cui le parole sono fonte di ispirazione e di riflessione: Umberto Bossi, Francesco Spigaroli, Andrey Golub, Daniele Caiafa, Paolo Ambrosetti.

Ho scritto questo post ascoltando i Radiohead e spesso non ne posso fare a meno!

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