Ben ritrovati.

Dopo una ricca sessione tenuta da KiKi Lab durante la Conferenza di Confcommercio ho sentito il bisogno di tornare a parlare di negozio del futuro e di evoluzione del retail riprendendo il tema che avevo trattato un mese fa sul mondo ibrido.

Evoluzione è trasformazione, adattamento. Con il termine evoluzione, si intende il cambiamento, all’interno di una popolazione, delle caratteristiche ereditabili col passare delle generazioni.

In questi passaggi è straordinariamente importante considerare che il passaggio da un modello all’altro, purchè veloce, necessita di una fase intermedia in cui passato e futuro sono integrati ed alimentano la trasformazione, fondendo esperienza a coraggio, pragmatismo a predizioni, …

Tornando al tema retail ed ai temi della Conferenza, Valente di KiKi Lab ha presentato una serie di case history internazionali molto interessanti, disruptive, innovative e a volte stravaganti ma tutte semplici, con una forte capacità di scalare velocemente e di essere moderne e di successo. Digitali? No. Tradizionali ma ibride. Dal modello “brick and mortar” passiamo al “brick and clicks”.

Tra quelle presentate mi sono appuntato le seguenti:

  • VIGGA, noleggio di abiti usati per bambini di tutte le età
  • BLOOM&WILD, fiori a domicilio con package innovativo
  • RUNNING ROOM, vendono e fanno formazione con sessioni programmate di running
  • JOE THE JUICE, è un concept bar innovativo dove il personale è parte integrante
  • SUN&SNOW, due imprenditori con due modelli diversi scoprono di essere più forti insieme
  • SHINOLA, dalla produzione alle lavorazioni artigianali
  • MACELLERIA BREZZO, tramite l’App “Last minute sotto casa” comunicano sconti speciali sulle carni disponibili che a fine giornata andrebbero buttate

Qui non parliamo solo di usare bene i nuovi strumenti del digitale. Queste aziende hanno saputo reinventarsi ricostruendo i propri modelli applicando piccole regole che le hanno fatte diventare grandi e di successo. Tra queste regole ne ho catturato alcune per farne tesoro:

  • prima coinvolgi e poi condividi
  • trasferisci cultura ai tuoi dipendenti
  • dai autonomia al tuo personale
  • dimentica le frasi “si è sempre fatto così”, “mi hanno insegnato a farlo così”, “se funziona perchè cambiare” (potrebbe funzionare meglio), ecc…

Come si suol dire trattasi di “Imprese avanti”.

L’impresa ibrida cos’e’?
Avete letto il libro di Hawking “Il grande disegno”?
Nel libro, in un passaggio, l’autore dichiara che una teoria di scienza si definisce tale se è semplice, consistente, verificabile, riproducibile ed elegante. Così, con l’umiltà di chi è affascinato e non affascinante, ho cercato di dare una definizione al termine “impresa ibrida” quando nel mondo si sta parlando di Industry 4.0.

“un’impresa si definisce ibrida quando i modelli business che adotta si trasformano virtuosamente tra due mondi, il passato tradizionale ed il futuro progressista”

E’ evoluzione industriale. Oggi un’azienda si può definire ibrida quando coniuga Online ed Offline andando oltre al concetto di Omnichannel. Così il retail e gli esempi citati sopra nei quali il digitale (l’Online) è una componente di una formula più articolata e fatta di tanti elementi che toccano altri aspetti più tradizionale dell’impresa, dall’organizzazione alla gestione.

Alla fine torniamo sempre al punto di partenza.

L’imprenditore rimane la chiave di tutto anche in questo mondo dove il cliente è al centro dei processi e dei modelli di business, è l’ideatore dell’impresa ad avere in mano sempre e comunque la chiave del successo. Con coraggio!

Perchè cambiare fa parte della nostra evoluzione.

PS > non vedo l’ora di vedere Blade Runner 2049