Dopo aver visitato l’E3 2011 ho pensato fosse giunto il momento di intervistare l’amico Umberto Bossi, scelto dalla Electronic Arts come Lead Animator, per capirne qualcosina di più sul cambiamento che i videogiochi stanno attraversando. I giochi di oggi sono vere e proprie avventure esperenziali, fantastiche, di tipo realistico. All’E3 sembrava di assistere ad un festival cinematografico dove si passa da guerre stellari, ad avventure ambientate in paesaggi fantastici alla Lord of the Rings e addirittura a simulazioni di vita alla Sims Life. I trailer sono capolavori di effetti, musiche e interpretazioni.

Umberto, con un passato di tutto rispetto da animatore di giochi quali ad esempio “Ready to Rumble”, “Lord of the Rings”, “Command and Conquer”. Passato tra Midway, Sammy Studios ed alla fine giunto alla Electronic Arts, oggi si occupa di animazione … La sua carriera non è nata per caso. Da sempre appassionato di animazione e cultore del movimento del corpo umano, studia allo IED di Milano e allo Sheridan College in Canada per poi trasferirsi a San Diego ed iniziare la sua esperienza lavorativa.

Inutile aggiungere che Umberto è un grande appassionato di video giochi. La sua cultura nasce dai tempi dell’AMIGA, per cui da software quali Deluxe Paint, Lightwave, Sculpt 4D, … La sua computer grafica ritrae da sempre robot umanoidi e persone, dei quali studia i movimenti scrupolosamente per migliorare la loro trasposizione in digitale. Come lui stesso ammette il grando passo in avanti arriva in Canada, frequentando uno tra i migliori College al mondo dedicato al tema della animazione. Palestra non solo culturale ma anche professionale, dal College nascono i primi contatti con le company di video games e proprio da un contatto maturato al college arriva la prima proposta di lavoro alla Midway, attualmente Warner Bros ed editore di giochi quali Mortal Kombat, Rampage, Gauntlet, Ready To Rumble, Spy Hunter e tutte le licenze Atari Games.

Cosa ti ha portato in US?
“I sogni di quando ero bambino. La passione per i film di animazione ancora prima dei videogiochi. La vita ha fatto il resto, mi sono informato su quali fossero le migliori scuole di computer grafica e alla fine ho scelto di andare a studiare in Canada. Lì ho avuto l’occasione della mia vita, un’opportunità di lavoro alla MIDWAY ai tempi editore di giochi quali Mortal Kombat e acquisitore nel 2006 del marchio Atari Games. In poco, sogni e passioni si sono mescolati di colpo e tutto si è trasformato nella mia attuale professione. Da lì ho iniziato ad applicare una rigorosa disciplina per evitare che il sogno mi portasse lontano dagli obiettivi. Attualmente vivo a Los Angeles e lavoro alla Electronic Arts. Ma non finirà qui :). “.

Cosa pensi del mercato dei videgiochi attuale?
“Beh, le cose sono decisamente cambiate. Innanzitutto è una industria. Al mondo muove molti più soldi di settori attigui quali musica e film. Le tecnologie hanno fatto passi in avanti sia nella produzione che nell’esperienza dei video giochi. Più soldi hanno comportato di conseguenza più impegni, più rigore, più strategie e così il mercato si è strutturato ed organizzato in editori, produttori, distributori, agenzie per l’internazionalizzazione, la postproduzione e la pubblicità.” – Una vera e propria macchina che secondo gli analisti di Screen Digest arriverà a consolidare nel 2014 un giro d’affari per la sola pubblicità nei videogiochi di 1 miliardo di $ segnando così definitivamente la consacrazione di un nuovo modo per il mondo degli spot di raggiungere i propri consumatori.

Ancora videogiochi o vere e proprie esperienze?
“Qui è la svolta! Il concetto del videogioco degli anni 80-90 e inizio 2000 si è evoluto e differenziato in maniera incredibile. Non si tratta di semplicità ma del “contorno”. Oggi si gioca online, in comunità a pagamento, si condividono i risultati e le partite sui social media, si gioca su Facebook, negli store, sui proprio smartphone, … Alcuni prodotti hanno oramai lasciato il regno del “giochino” e sono diventati vere e proprie ESPERIENZE INTERATTIVE in grado di calare il fruitore in storie complesse e mondi vastissimi dove le decisioni che prende creano ripercussioni nei personaggi e situazioni attorno a lui. E su questa affermazione sono nate avventure dal sapore cinematografico alla Mass Effect, Lord of the Rings, God of War, Metal Gear Solid, Assassin’s Creed, Bioshock… ma anche giochi cartonistici alla Mario Bros, Legend of Zelda, Final Fantasy, Sonic, … che hanno esteso il livello di coinvolgimento, lo story telling a favore di esperienze di gioco più ampie e coinvolgenti.” – Questa trasformazione nasce da tanti fattori scatenanti, tra i quali sicuramente la crisi, l’evoluzione del consumatore e delle tecnologie (Wii, Kinect e iPad, Iphone) e la monotonia del “sempre uguale” che favorisce la necessità di far emozionare le persone coinvolgendole nell’intrattenimento.

Cosa ti stupisce di questa veloce evoluzione e convergenza verso la spettacolarizzazione?
“Lavoro in una tra le tre più importanti aziende al mondo di video giochi e questo mi permette di avere anche un osservatorio speciale su ricerca e sviluppo. Ovviamente non posso svelarvi nulla, le idee in US sono tutelate fortunatamente e noi scrupolosamente siamo orgogliosi di questo. Le produzioni future saranno sempre più storie spettacolari e coinvolgenti, giocabili multi piattaforma e con tutti gli strumenti più sofisticati per far crescere l’esperienza di gioco e la condivisione sui social media. Se spettacolarizzazione significa qualità della storia e del gioco, io sono a favore. Penso inoltre che le tecnologie siano importanti, vedi i grossi investimenti di Microsoft sulla Kinect ed il fantastico risultato ottenuto, ma che alla fine conti molto la storia e la dinamica esperenziale del gioco. Adesso sto facendo il tifo a livello personale per un vecchio video gioco Carrier Command rispolverato dalla Bohemian Interactive dai tempi dell’Amiga. C’e’ storia, dinamica e tecnologia. Spero che trovino un distributore.”. – EA alla chiusura del Q1 2011 ha riportato i seguenti dati finanziari: “Non-GAAP net revenue was $995 million, exceeding guidance of $850 million to $950 million. Non-GAAP EPS was $0.25, at the high end of guidance of $0.15 to $0.25.”.

Quali sono gli aspetti sui quali pensi c’e’ ancora molto da fare?
“Non è facile rispondere a questa domanda. Mi sento troppo coinvolto personalmente per riuscire a darvi una risposta oggettiva. A mio avviso in linea generale dobbiamo continuare a percorrere l’attuale strada e migliorare le storie all’interno dei video giochi portando sempre più il giocatore all’interno di mondi ed avventure che possano non solo farlo divertire ma immergerlo in situazioni in cui solo la sua fantasia avrebbe potuto trasportarlo. Ognuno potrà rivedersi nel suo personaggio e affrontare la propria “vita virtuale”. A livello personale, penso che le tecnologie abbiano ancora un margine di sviluppo tale da riuscire nei prossimi anni a potenziare ancora di molto il fattore esperenziale. Penso al 3D, al riconoscimento vocale (guardate Mass Effect 3 cosa permetterà di fare e siamo solo all’inizio), alle gesture del futuro, all’immersione totale alla Tron. Futuro? sicuramente ma non lontanissimo.”.  – Ad oggi oltre 9,8milioni di Kinect vendute per un giro di affari complessivo per la Microsoft di 53 milioni contro Ninteno Wii a quota 13,7 milioni di unità vendute nel 2010, in calo nel 2011 da dati ancora non ufficiali.

Chiudiamo con una domanda inutile! l’Italia dov’e’?
“L’Italia! io amo questo paese, ci sono cresciuto e le doti artistiche sono date dal sangue e dalla passione che quel paese mi ha donato. Abbiamo a nostro favore e sfavore le solite cose. Parliamo purtroppo sempre degli stessi problemi e delle stesse opportunità. Nella mia carriera ho conosciuto pochi grandi animatori italiani, molti dei quali sono qui come me negli US. In italia si disperdono in mercati attigui a quello dei video giochi pur magari con doti e capacità importanti. Per ora noi dagli US lo vediamo come un mercato di consumatori. Figuriamoci di competizione. L’Italia potrebbe innanzitutto potenziare la propria posizione culturale tramite percorsi di istruzione mirati e cercare innanzitutto di creare professionisti, sperando un giorno di poterli richiamare. In ogni caso sempre FORZA ITALIA!”. – Grazie Umberto! è stato un piacere discuterne con te perchè i tuoi occhi dimostrano la tua passione ed anche i sacrifici che hai fatto per portare avanti quello in cui credi. Ci rivediamo online alla prossima avventura esperenziale!

E a noi non ci aspetta altro che star a… giocare! e a trovare le forme per portare esperienze emozionali anche in altri processi della nostra vita.
Stay tuned at IDEOLO.