Oramai da “ere” digitali, quasi dall’avvento della rete quale ecosistema, si parla di co-creazione limitandone il concetto ai contenuti. Cosi’ prendono forma digitale le foto, i video, i libri, i diari ed i nostri pensieri ed in grandi contenitori finiamo connessi e amalgamati in gruppi, cerchi e chissa’ cos’altro. I contenuti poi si condividono, si aggregano modificandosi producendone altri. “il business del futuro saranno i contenuti…” – mi raccontavano tutti ma io leggo solo di autori e creativi impoveriti e di multinazionali di servizi e prodotti multimiliardarie.

Intanto un chiarimento, per me un contenuto e’ un’opera di un singolo o di molti che prende forma all’interno di un contenitore. Nel gergo informatico non intendo ne software ne hardware ma cio’ viene realizzato all’interno di soluzioni che integrano entrambi.

Tornando al tema, la mia ispirazione cerca di condurre il lettore in un’era diversa dalla nostra dove l’ecosistema produce un elemento aggiuntivo al contenitore ed al contenuto, ossia il prodotto personale di massa.

Pensiamo ad esempio al configuratore presente sui siti delle case automobilistiche od agli ecommerce di nike od adidas dove l’utente puo’ personalizare il prodotto. Come cambierebbe se piu’ che configurare fossimo noi, singoli o tanti, a creare il prodotto finale. Personale, dettato dai nostri desideri e necessita’. Di massa, condiviso quale necessita’ da molti. Quanto saremmo disposti a spendere? Quale esperienza di acquisto sarebbe? piu’ emozionale di tutte quelle finora conosciute. Scegliere il tessuto, colorarlo e miscelarlo con altro per produrre un abito personale ed allo stesso tempo acquistabile e/o modificabile da altri secondo i loro gusti. Uscire di casa, abbandonate le auto a propellente, imbattersi in veicoli tutti diversi. Sarebbe un mondo veramente libero e divertente. Cambierebbero tante cose. Una rivoluzione dal pensiero alla pratica.

Immagino gli impatti sociali. Quale accessiblita’ gli sarebbe offerta? Ricchi e poveri, tutti potranno vivere questa esperienza? ma senza falsi moralismi culturali, vorrei concentrarmi a quale esperienza di acquisto emozionale e fantastica si arriverebbe ad offrire.

Ogni tanto torno a questo argomento perche’ un giorno mi piacerebbe poter trasformare il virtuale in reale e non viceversa. A breve avremo in casa delle stampanti 3D! E chi mai l’avrebbe immaginato… alla HP sono da più di tre anni al lavoro. Da soli potremmo crearci dei semplici oggetti per casa e da bricolage. Non vedo l’ora… guardate questo video e vi ricrederete…

Se cercate su Google troverete molto altro ancora… molti post sono veramente vecchi, di oltre 2 anni. Forse la crisi del consumismo ha fermato tutti, forse! Io non perdo la speranza e quanto meno inizio a pensare ad un’epoca dove l’Open Source possa essere una porta aperta al prodotto in mano al cliente ed io credo che i primi ad evolversi in tal senso saranno i videogiochi che tra vite virtuali ed esperienze a livelli cinematrografici sono ad un passo da una nuova fase evolutiva!