Why Minority Report Is Not the Future of Out Of Home Advertising, io non ci credo.

Tra due giorni sarò a Los Angeles a trovare un caro amico e con l’occasione ho organizzato anche qualche visita di lavoro per un prodotto che abbiamo studiato in questi mesi e che ha un fortissimo potenziale… Ma non ultimo, come feci già in passato, andrò a curiosare e a capire dal “vero” come funzionano alcune iniziative di proximity marketing di cui si legge in rete, ad esempio di Jumbli.

E nel ricercare su internet notizie mi sono imbattuto in un post molto interessante, qui con il titolo “Why Minority Report Is Not the Future of Out Of Home Advertising”. Vi invito a leggerlo e lo dedico soprattutto a coloro che pensano di vivere in un paese civile, libero e democratico o a coloro che immaginano gli Stati Uniti un paese in cui tutto è permesso. Nella storia alcui uomini hanno avuto visioni importanti e hanno spinto con le loro illuminazioni la società a grandi rivoluzioni. Oggi, nella società della condivisione e della contribuzione generale tra le persone, non c’e’ più spazio per i singoli ma nello stesso tempo credo che per gli individui si aprano nuove opportunità per cooperare a creare grandi opere. Minority Report rappresenta una società lontana, dove problemi sociali importanti vengono combattuti utilizzando sistemi non convenzionali e, come il post del blog segnalato coglie ed evidenzia, lo SPAM è un’altra faccia ipocrita di un sistema che combatte il male e poi invade la privacy.

In ogni caso io non sono daccordo! penso anzi che allontare la pubblicità generalista e avvicinare al consumatore più informazione profilata, emozionale e personalizzata sia il futuro dell’advertising. Basta con i messaggi generalisti, il futuro sarò fatto da prodotti single-customer-centric. Sarà un futuro di assoluto protagonismo per il consumatore. Anni, forse qualche decennio! ma alla fine arriveremo a contribuire a tutte le fasi di produzione e così lontani dalle mode diventeremo i veri produttori per noi stessi. E a proposito di tecnologie, perchè scandalizzarsi di fronte a sistemi di riconoscimento evoluti se a monte sono io ad aver autorizzato il sistema od il modello a propormisi. L’ingaggio al sistema è la vera sfida. Il resto sarà tutto in discesa.